venerdì 6 novembre 2009
Ama
e se ti fa male,
proprio per questo sarà meglio.
Perché lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio,
ti darà gioia.
La sofferenza
è un grande dono di Dio:
chi l'accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.
(S.Madre Teresa di Calcutta)
giovedì 22 ottobre 2009
ZINGARI IN SCENA: PRESENTIAMO LA COMPAGNIA “THEATRE ROM”
La cultura e le tradizioni del popolo Rom si esprimono per lo più attraverso la musica e i racconti orali. Non esiste praticamente niente di scritto, né musica, né letteratura, né altre espressioni artistiche, che quindi si tramandano tra le generazioni solo con le parole e l’insegnamento pratico.L’evolversi degli stili di vita, l’abbandono pressoché totale del nomadismo, la necessità di inserirsi nel tessuto sociale urbano, soprattutto da parte dei giovani, rischiano di far disperdere un patrimonio culturale dalle radici antichissime, o di renderlo preda della modernizzazione, stravolgendone l’identità.
Da tempo si assiste, nel mondo degli appassionati dello spettacolo, ad una tendenza (che si sta trasformando in moda) verso la musica e la cultura Rom, prevalentemente d’origine balcanica. A questo evidente entusiasmo non si accompagna però, da parte degli spettatori, un altrettanto evidente bisogno di conoscere da che cosa e da chi lo spettacolo trae le sue origini: molti “intenditori” si fermano alle musiche di Goran Bregovic o ai film di Emir Kusturica, e niente invece sanno delle vere radici della storia dei “gitani”, né delle loro attuali condizioni di vita nelle aree cittadine.
IL PROGETTO
Dall’incontro di un gruppo di Rom, appassionati di musica e teatro, nasce la voglia di mettere insieme questi interessi comuni, per dare vita a spettacoli teatrali, nei quali i protagonisti siano Rom e gagè insieme.
L’ideatore di questo progetto è Antun Blazevic, che attualmente collabora come mediatore culturale Rom con diverse associazioni. Lo affianca un gruppo di musicisti Rom e gagè e delle danzatrici.
Questi spettacoli teatrali vogliono essere l’occasione per vivere e proporre al pubblico la possibilità di collaborazione artistica e lavorativa tra Rom e gagè, raccontando le origini, la cultura e le tradizioni di questo popolo così presente nelle nostre città e così sconosciuto.
LO SPETTACOLO
Questo spettacolo si intitola “MANDRO DROM” (IL MIO VIAGGIO), narrato da un cantastorie che racconta il viaggio di un ragazzo Rom, che parte dall’India nel lontano passato e giunge in Italia nei tempi recenti.
Il viaggiatore parte dal suo paese di origine con la giovane moglie e, attraversando paesi sconosciuti, arriva in un paese del sud, dove il figlio più giovane incontra una ragazza del luogo e la sposa.
Il viaggio è pieno di incontri, di situazioni di vita quotidiana, alcune divertenti altre gioiose, ma anche di avventure dove il protagonista si scontra con la diffidenza, la paura dello straniero. Emerge il suo amore per la bellezza, il suo desiderio di pace, il suo orrore per la guerra, che non viene compreso ma invece scambiato per vigliaccheria.
Il cantastorie continua il suo racconto con le vicende del popolo Rom durante la seconda guerra mondiale, dove ancora una volta è stato solo una vittima dell’ignoranza e del razzismo.
La sua narrazione viene interrotta da vari brani musicali e danze (Flamenco, danza del ventre, danza Indiana e Tammurriata), che si inseriscono per mettere in risalto le situazioni descritte.
I COMPONENTI DI “THEATRE ROM”
Antun Blazevic (“Toni Zingaro”), autore del soggetto e dei testi, attore e regista
Federica Lobar, collaboratrice
Gruppo Gipsy Balcan e Gruppo FlorNegra, musica e danze
Alessandra Lissoni – Amministrazione e comunicazione
giovedì 30 luglio 2009
La porta

C'è un quadro famoso che rappresenta Gesù in un giardino buio.Con la mano sinistra alza una lampada che illumina la scena, con la destra bussa ad una porta pesante e robusta.
Quando il quadro fu presentato per la prima volta ad una mostra, un visitatore fece notare al pittore un particolare curioso."Nel quadro c'è un errore. La porta è senza maniglia"
"Non è un errore" rispose il pittore.
"Quella è la porta del cuore umano, si apre solo dall'interno".
martedì 21 luglio 2009
Che cos'è l'amore
La dipendenza non è amore, è schiavitù di un'incapacità di vivere, di amare sè stessi.
Quando si ama, non si dipende dalle cose, perchè il cuore tende a guardare più in alto
sabato 30 maggio 2009
Festival della Pace - Peace Now
È questa la motivazione ufficiale riportata sulla pergamena che il sindaco Gaspari consegnerà sabato 30 maggio per conferire la cittadinanza onoraria simbolicamente a tutti i bambini palestinesi, vittime ormai da generazioni di una guerra interminabile.
... Moni Ovadia proporrà il suo spettacolo “Senza confini: ebrei e zingari”, affiancato da dieci straordinari musicisti: Ivanta Balteanu canto, Paolo Rocca clarinetto, Massimo Marcer tromba, Albert Florian Mihai fisarmonica, Luca Pagliani chitarra, Marian Serban cymbalon, Marin Tanasache contrabbasso, Virgil Tanasache violino, Mauro Pagiaro suono.
Moni Ovadia è stato insignito nel 1995 del “sigillo della pace” dalla città di Firenze. A proposito di questo spettacolo afferma: «Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo steso destino. Il tratto comune che ha segnato la loro storia spesso tragica per colpa delle nazioni che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata la condizione di “altro”. “Ebrei e zingari” è il nostro piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo. “Ebrei e Zingari” è un recital di canti, musiche, storie Rom, Sinti ed Ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicini a noi si fa solitaria, si carica di un’assenza che sollecita un ritorno, un’adesione, una passione, una responsabilità urgenti, improcrastinabili. “Ebrei e zingari” è la nostra assunzione di responsabilità, la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni essere umano e di ogni gente».
giovedì 28 maggio 2009
Figlie della strada...
Pazzeggiando: Figlie della strada...
lunedì 25 maggio 2009
L'amore
E penso che l'innamoramento inizia in modo inaspettato, brucia anche senza fiamma e poi finisce.
E penso che l'amore invece si costruisce giorno per giorno.
L'amore ha bisogno di essere alimentato, da uno sguardo, un sorriso, una carezza.
Ha bisogno di un rimprovero, una lacrima, un bisticcio. E poi un bacio.
Chi ama desidera cambiare per piacere all'altro, per non ferirlo, per sorprendere un sorriso sulle sue labbra e nel suo sguardo.
Chi ama cerca di capire l'altro, di accettarlo, di scoprire la bellezza dentro di lui.
Non voglio essere innamorata di me stessa, non mi serve: voglio amare te, così come sei, con le tue frasi brusche, che nascondono l'immensità del tuo amore.
Ti amo, amore mio.